Evangelicamente

Ma non poté restare nascosto…

 

Gesù ha camminato tanto, si è stancato tanto e, nonostante la sua andatura fosse appesantita dalla stanchezza, dal cammino stesso e dalle strade impervie, non è mai arrivato né tardi né in anticipo. E’ sempre arrivato al momento giusto. Qualche volta ha addirittura atteso pur di arrivare al momento opportuno, al costo di apparire in ritardo. E’ arrivato quando umanamente era tutto “fatto”. Il suo arrivo e il suo intervento, però, ha cambiato la sostanza della realtà.

E’ questo, in piccola parte, il Gesù che ci racconta la Bibbia. Un Gesù potente ad operare miracoli sulla natura, sugli uomini, sulla vita e sulla morte. Che arriva al momento opportuno. Prima che le nostre forze vengano meno.

Al momento opportuno irrompe nella vita di chi lo chiama perché Egli lo conosce. Nelle scritture è scritto che “Gesù conosce tutti” . Ancora, in Esodo è la viva voce del Signore Dio che ci rassicura della sua conoscenza di noi: «Ho visto, ho visto l’afflizione del mio popolo”, “conosco i suoi affanni” e non ci lascia senza soluzione perché aggiunge “Sono sceso per liberarlo”.

In prima persona il nostro Dio “guarda” la nostra vita, “la riguarda”, la “conosce” e la “salva”. E’ questa una sequenza perfetta per illustrare il concetto della parola “amore”.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” il famoso verso del Vangelo di Giovanni si costruisce proprio su questo template: Dio vede il pericolo, riconosce l’affanno e ci dona la libertà intervenendo in prima persona. Non ci sono intermediari o “becchi” o “tori”: ma c’è “il suo unigenito Figlio”.

E il suo “unigenito Figlio” non può restare nascosto.

Non può restare nascosto perchè il Cuore di Dio è applicato alla nostra vita. Perché il suo interesse per noi è completo, vivo, assoluto. Egli conosce il tuo affanno. Conosce la brutta notizia del giorno, conosce la gioia smorzata, conosce la porzione di amarezza che ogni giorno siamo costretti ad affrontare, ma non ci perde di vista. Come quel pastore premuroso che sorveglia la sua “piccola greggia” e conta le sue pecore affinchè nessuna vada persa, così Gesù si applica alla nostra vita e si prende cura di ognuno di noi.

Gesù non può restare nascosto perché “Bisogna che io compia – ci dice Egli stesso al capitolo 9 di Giovanni – le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».

E la luce non la puoi nascondere. E’ vero, puoi provare a spegnerla, ma con Gesù non funziona così. Egli non può restare nascosto: e allora si vedrà la differenza se gli appartieni o meno.

Il salmista riconosce beato quel popolo che “conosce il grido di gioia” perché “cammina, o SIGNORE, alla luce del tuo volto”.

Fai parte di quel popolo? Nel tuo cuore c’è un grido di gioia nonostante la prova?

Stai guardando al tuo “affanno” e alla tua “afflizione” alla luce della parola di Dio? O li stai affrontando come se ti trovassi nelle tenebre tra paure, dubbi e incertezze?

Alla “luce” della sua parola, la realtà è diversa. Il Signore ti mostrando il suo amore a fatti, non a parole (Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità): “Sono sceso per liberarlo”. Lo afferma lui, in prima persona.

Gesù non può “restare nascosto” perché “è sceso” a liberarti perché “conosce” il tuo affanno”, “conosce” la afflizione!