Evangelicamente

Quale Avvento

Avvento 2016. Giorno 4

Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».
Marco 10:45

 

Vediamo un po’ se dopo aver letto questi versetti siamo ancora tutti d’accordo a chiamarlo Gesù Bambino.

Gesù è venuto nel mondo come “splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza” (Eb 1: 3)..

E’ vero, siamo davanti ad un evento unico in tutta la storia, la nascita verginale di un bambino concepito miracolosamente dallo Spirito Santo: egli è il Figlio di Dio, voluto da Dio. “L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.”

Gesù è un “uomo” nel quale “tutta la pienezza della divinità abita corporalmente” (Colossesi 2:9), arrivato nella “pienezza del tempo” ed era stato profetizzato dai profeti antichi come un governante nato a Betlemme (Mic 5:2); e sarebbe stato chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace (Isaia 9: 6); e Messia, Unto, Figlio di Davide, Re.

Ma la meraviglia di questo evento, che non dovremmo ricordare come una data che passa, bensì come evento che cambia la vita, è che Gesù ci mostra, ancora, quale sia la sua missione.

Abbiamo visto che era venuto per cercare e salvare ma ora scopriamo che il Figlio di Dio «non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.

E’ questo il vero senso dell’Avvento di Gesù, della sua venuta. Compiere quello che per gli uomini era impossibile, ma possibile a Dio. Servire e dare la propria vita in riscatto per molti: quale grande dono avremmo potuto ricevere? Nessun altro.

E’ questo l’avvento che dobbiamo ricercare e vivere: la venuta di Cristo che da la sua vita in sacrificio per noi. Ci salva, ci libera dal peccato e dalla condanna di chi ci vuole lontani da Dio. Egli ha deciso, per sua volontà e sua potenza, di lasciare la Gloria e il posto che aveva dal Padre, per farsi uomo e morire per i miei e i tuoi peccati. Una morte di espiazione totale e di libertà, facendo del Calvario il luogo dolce possiamo posare i nostri peccati e riconoscere la sua Potenza eterna.

Apriamo il cuore a questa verità. Gesù viene nel mondo per darci una speranza. E non è una sensazione passeggera o del momento, è una certezza che cambia tutta la vita. Sia questo l’avvento che ognuno di noi voglia vivere: quello di collaborare con Cristo nella sua missione “non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti”